L'Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra) ci continua ad evidenziare quanto da sempre gli ambientalisti contestano contro la speculazione selvaggia.

Il nostro paese ha un livello di consumo di suolo tra i più alti in Europa. Sebbene negli ultimi anni stiano crescendo iniziative volte alla riduzione del consumo di suolo, tuttavia continua sempre l’espansione delle aree artificiali, spesso caratterizzate da processi di diffusione urbana, con una evidente frammentazione del paesaggio che spinge a consumare suoli agricoli e bellezze naturali.

Il Rapporto 2015 sul "Consumo di Suolo in Italia", diffuso dall'Ispra due giorni fa, allarma con le sue cifre che riportano la situazione agghiacciante del territorio italiano:
- è stato "impermeabilizzato" (comunemente chiamato "cementificato") il 19,4% di suolo compreso tra 0 e 300 metri di distanza dalla costa e quasi e il 16% compreso tra 300 e 1.000 metri;
- il suolo consumato a livello nazionale è passato dal 2,7% degli anni ’50 al 7,0% stimato per il 2014;
- in termini assoluti, il consumo di suolo stimato raggiunge ormai circa 21.000 chilometri quadrati del nostro territorio.

A livello comunale, i maggiori valori di superficie consumata si riscontrano a Roma (quasi 30.000 ettari) e nei principali comuni capoluoghi di provincia (dopo Roma: Milano, Torino, Napoli, Venezia, Palermo, Ravenna, Parma, Genova, Verona, Catania, Taranto, Bari, Ferrara e Reggio nell'Emilia, tutti con oltre 4.000 ettari di suolo consumato).
L’analisi ha messo in evidenza valori elevati anche in alcuni comuni che non sono capoluogo, come Vittoria e Marsala (in Sicilia, con oltre 3.000 ettari), Modica, Fiumicino, Gela, Licata, Cerignola, Aprilia e Martina Franca (oltre 2.500 ettari).

Il consumo di suolo nella fascia costiera è stato stimato utilizzando la cartografia ad altissima risoluzione, prodotta da ISPRA, che ha evidenziato le regioni con i valori più alti entro i 300 metri dalla linea di costa: Marche e Liguria con oltre il 40% di suolo consumato, e Campania con circa il 31%.
Tra i 300 e i 1000 metri sono state segnalate invece Abruzzo, Emilia-Romagna e Campania con oltre il 26% di consumato.
Nella fascia tra 1 e 10 chilometri si trovano ancora la Campania con circa
il 14% di consumato, e Veneto e Friuli Venezia Giulia con oltre il 10% di consumato.

L’importante novità dell’edizione di quest’anno, quindi, è la pubblicazione della prima carta nazionale ad altissima risoluzione sul consumo di suolo. Per la prima volta, in Italia, è possibile avere un quadro omogeneo ed estremamente accurato, dell’intero territorio nazionale, che permette la valutazione del fenomeno del consumo di suolo anche a scala locale.

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