"La rigenerazione sostenibile delle città dovrà essere inevitabilmente il tema politico dei prossimi mesi e dal quale - considerate le positive ricadute economiche che ne deriverebbero anche in grado di aiutare a superare la situazione economica complessiva che il Paese sta attraversando - non si può sfuggire. Governo e Parlamento devono essere in grado di costruire una strategia coraggiosa e realistica, avviando sperimentazioni concrete con Regioni e Comuni, anche utilizzando il know how e l'esperienza che gli architetti italiani - una volta di più - mettono a disposizione della collettività".

Così Leopoldo Freyrie presidente del Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori in occasione della Conferenza Nazionale per le Città a Bologna.

"A creare la priorità per una seria ed incisiva politica per le città concorrono tutta una serie di cause tra le quali la condizione di generale degrado in cui versa il patrimonio edilizio italiano - situazione, peraltro ormai nota a tutti e da molto tempo; la necessità - non procrastinabile - è quella di migliorare le città italiane, dove si produce il 70% del Pil, in modo da renderle luoghi idonei alla coesione sociale e alla produzione di idee e di ricchezza: serve agganciare la ripresa che da più parti alcuni osservatori intravedono e l'avvio di un Piano Nazionale per le Città renderebbe questi segnali meno flebili".

Per il presidente degli architetti italiani non si può non concordare con quanto sottolineato da Legambiente secondo la quale la crisi urbana chiede di immaginare con urgenza un altro futuro, avendo il coraggio di rigenerare interi quartieri, recuperare edifici e dare casa, in affitto e a prezzi accessibili, a chi ne ha bisogno fermando il consumo di suolo e restituendo al verde il suolo oggi impermeabilizzato.
"La strada da percorrere - continua - è quella di attivare un'unica strategia per la sostenibilità ambientale e lo stop al consumo del suolo, per il riuso degli edifici e delle aree urbane dismesse, per la valorizzazione degli spazi pubblici, per il ciclo dei rifiuti ed il risparmio idrico, per la messa in sicurezza degli edifici, l'infrastrutturazione digitale e la valorizzazione dei beni demaniali, evitando nel modo più assoluto un approccio settoriale."

"Tutto ciò - conclude Freyrie - senza prevedere enormi investimenti economici, ma come richiede una moderna politica di rigenerazione urbana utilizzando strumenti e modelli - anche fiscali - idonei ad attrarre l'investimento privato".

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