Si è conclusa la gara di progettazione, riservata esclusivamente a studi di architettura italiani il cui responsabile del progetto fosse un architetto under 40, relativa alla ristrutturazione totale del complesso edilizio all'Eur di Roma, progettato negli anni ’50 dall’architetto Cesare Ligini.

Si chiuderà così un triste capitolo del quadrante dell'Eur dove, da parecchi anni, si vedevano in abbandono le cosiddette "Torri delle Finanze".
E' stato infatti ufficializzato l'avvio del progetto di recupero, a firma dello studio di architettura UNO-A.

Gli edifici del quartiere razionalista erano stati addirittura 'spellati', circa due anni fa, delle pareti esterne e sono rimasti così l'ennesimo simbolo dell'inefficienza italiana: scheletri di grattacieli svuotati e rimasti lì come ruderi moderni.

Le Torri, in totale 65 mila metri quadrati, che fino agli inizi degli anni 2000 ospitavano il Ministero delle Finanze, torneranno ad essere un complesso di uffici, destinati questa volta al quartier generale della Tim-Telecom.

I lavori forse saranno completati entro il 2017, ma è ancor più eclatante che per alleggerire l'immagine del futuro cantiere, gli edifici diventeranno (solo per la stretta durata delle lavorazioni edili) il supporto per una installazione artistica firmata da Matteo Cibic, a cura di Caroline Corbetta per l’agenzia Havas Worldwide.

L'intendo dovrebbe essere quello di alleggerisce la fisicità architettonica mediante un involucro temporaneo iridescente. Ma allora, (non si conoscono però i dettagli del progetto che ha vinto la gara nazionale), non si poteva progettare qualcosa di definitivo e tecnologicamente avveniristico?

Arch. Maria Renova

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