Parte il fondo immobiliare territoriale, di circa 74 milioni di euro, dedicato alla riqualificazione o costruzione di edifici scolastici nei Comuni italiani che permetterà (dopo una fase iniziale dedicata a sei Comuni) di predisporre linee guida operative e replicabili per favorire investimenti e rigenerazione urbana sul patrimonio immobiliare di piccole, medie e grandi amministrazioni.

Antonio Decaro

Nello specifico, l’operazione si concretizzerà attraverso il sistema integrato di fondi immobiliari gestito da Invimit (società al 100% del Mef e capitalizzata interamente da Inail) e beneficerà dei contributi pubblici messi a disposizione dal Miur per la modernizzazione dell’edilizia scolastica.

E’ questa la sintesi del progetto “Fondo immobiliare per l’edilizia scolastica e il territorio”, promosso da Anci, Agenzia del Demanio, Miur e Invimit e presentato a Roma nella sede Anci di via dei Prefetti, alla presenza del presidente Anci Antonio Decaro, del sottosegretario all’Istruzione Vito De Filippo, del direttore generale dell’Agenzia del Demanio Roberto Reggi, del presidente della Fondazione Patrimonio Comune Alessandro Cattaneo, del responsabile del Fondo i3 Core Comparto Territorio di Invimit Pasquale Labianca e dell’assessore al Bilancio di Castel San Pietro Terme (Comune capofila) Anna Rita Muzzarelli.

I Comuni che hanno aderito a questo primo progetto pilota realizzeranno sia edifici scolastici ex novo sia rigenerazione del patrimonio, attingendo a risorse appositamente costituite.

Oltre al Comune capofila, le amministrazioni coinvolte saranno quelle di Osimo (An), Isola Di Capo Rizzuto (Kr), Robbiate (Lc), Grumolo delle Abbadesse (Vi), Monte Prandone (Ap).

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