Tutti i fabbricati di nuova costruzione in Puglia, sia privati che pubblici, dovranno essere dotati del fascicolo del fabbricato. E’ questa la decisione più importante assunta dalla V commissione della Regione Puglia, che ha licenziato all’unanimità, con emendamenti, il relativo disegno di legge.

Al via il fascicolo del fabbricatoIl provvedimento ha la finalità di creare uno strumento adeguato per la tutela e salvaguardia dell’incolumità pubblica, attraverso la realizzazione di un sistema integrato ed informatizzato per la conoscenza e la salvaguardia dello stato conservativo del patrimonio edilizio esistente, ai fini della protezione civile e del rischio rilevante in relazione ad eventuali azioni sismiche.

Il disegno di legge, istituendo il cosiddetto "fascicolo del fabbricato", definisce le disposizioni urgenti in materia di prevenzione del rischio e sicurezza delle costruzioni, nell’ottica della salvaguardia del regime di sicurezza e della qualità delle strutture e del buon governo del territorio.

Il fascicolo del fabbricato dovrà contenere le caratteristiche tipologiche e tecniche dell’immobile. Un compendio di queste informazioni dovranno essere riportate in una “Scheda di sintesi”, suscettibile di trattamento informatizzato, da aggiornare contestualmente al fascicolo del fabbricato. Scheda e aggiornamenti dovranno essere inviati al Comune interessato.

Per tutti i fabbricati esistenti, entro sei mesi dalla pubblicazione della legge, dovrà essere redatta, a cura dei proprietari, una "Scheda informativa", nella quale siano riportate informazioni che vanno dall'anno di costruzione al referto tecnico di verifica della condizione statica attuale, al certificato di abitabilità, alla tipologia della struttura portante dell'edificio e degli orizzontamenti, oltre ad altri dati ritenuti indispensabili.

Anche in questo caso la scheda dovrà essere aggiornata ogni dieci anni e comunque in occasione di ogni lavoro o di modifica significativa dello stato di fatto o della destinazione d’uso dell’intero fabbricato, o di parte di esso. Sempre entro sei mesi dall'entrata in vigore della legge, i Comuni raggrupperanno i fabbricati esistenti per probabile livello di rischio attuale, sulla base delle informazioni e delle conoscenze sulle caratteristiche geotecniche e idrogeologiche del suolo, e, entro lo stesso termine, predisporranno un cronoprogramma definito in base al livello di rischio, finalizzato alla sottoposizione dei fabbricati interessati a verifica obbligatoria della condizione statica.

Per quanto riguarda invece i fabbricati pubblici e privati ad uso pubblico, dovranno essere predisposte, entro sei mesi, le schede di rilevamento, che saranno aggiornate ogni qualvolta muteranno i dati in essa riportati. In caso di interventi sulle strutture aventi funzione statica degli edifici esistenti, privati, pubblici o di uso pubblico, che riguardino in particolare le soprelevazioni e gli aggregati, sarà necessario redigere il progetto di messa in sicurezza delle unità strutturali sottostanti ed adiacenti, anche se attinenti a proprietà diverse.

Il disegno di legge prevede infine un apparato sanzionatorio diretto a dissuadere circa ogni inadempimento agli obblighi. Sono infatti previste una pena pecuniaria da 5.000 a 50.000 euro nei confronti dei soggetti inadempienti rispetto agli obblighi e relativi termini stabiliti dalla legge, e contestuale sospensione dell'agibilità per gli immobili sui quali non saranno effettuate le verifiche.
In relazione inoltre, al patrimonio edilizio comunale il mancato adempimento agli obblighi della legge comporta l'esercizio dei poteri sostitutivi della regione a spese del comune inadempiente attraverso un commissario ad acta nominato dalla Giunta regionale, che stabilirà le sanzioni per l'inadempimento.

Infine, gli immobili ritenuti a rischio dovranno essere oggetto di messa in sicurezza da parte dei proprietari e, qualora i comuni dovessero accertare mancati interventi, si procederà alla revoca dei titoli edilizi eventualmente esistenti, allo sgombero forzato degli edifici e ai lavori di messa in sicurezza in danno dei proprietari. Per gli edifici abusivi non oggetto di condono, per i quali sia stata accertata una situazione a rischio, sarà disposta l'immediata demolizione da parte del comune con spese a carico del proprietario.

Ing. Enzo Ritto
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