Agricoltura periurbana

La FAO ha segnalato che nel 2007, per la prima volta nella storia dell'umanità, la popolazione mondiale è divenuta in maggioranza urbana a causa del crescente processo di urbanizzazione delle città, situazione che invita ancora una volta a riflettere sulle interazioni tra lo spazio urbano e il territorio rurale e particolarmente sul potenziamento del settore primario della produzione a tutti livelli.

In questo articolo si tenta pertanto di interpretare e strutturare le principali informazioni disponibili inerenti a diverse scale geografiche al fine di identificare il modo in cui vengono promosse e protette le pratiche agricole sviluppate ai margini delle città.

L'agricoltura periurbana, partecipa ad una sfera di interessi sociali, politici ed economici, ed è stata identificata -a livello complessivo- come ambito valido per intraprendere diverse azioni interdisciplinari benefiche per la campagna, la città e naturalmente per lo stesso spazio periurbano.

L'AP nelle interazioni tra le aree urbane e gli ambiti rurali
L'indebolimento dei margini fra rurale e urbano nelle grandi città, ormai diventato un fenomeno di carattere universale, ha generato l'apparizione di nuove funzioni negli spazi periurbani che inducono ad analizzare le interazioni tra campagna e città nella prospettiva di meccanismi validi per l'organizzazione territoriale delle aree rurali periurbane.

Nello scenario globale le diverse forme di agricoltura che producono gli spazi della periurbanità hanno caratteri propri e spesso innovativi, diversi da quelli dell'agricoltura rurale che segue logiche di mercato, poiché elaborano modelli economici e sociali più creativi, derivanti dalla trasformazione del mondo rurale tradizionale, ma soprattutto dalla prossimità della città.

La campagna periurbana può quindi partecipare alla definizione del territorio della città, portando con sé i suoi simboli e il suo patrimonio territoriale basato nei suoi campi, orti, spazi aperti e nel suo patrimonio socio-culturale rappresentato dagli agricoltori. L'agricoltura periurbana, rappresenta pertanto una complessa articolazione di attività inerenti la produzione di alimenti, la pesca e la silvicoltura, che si sviluppano ai margini della città sia nei paesi industrializzati che in quelli in via di sviluppo.

Tuttavia molti pianificatori e studiosi rilevando le potenzialità delle pratiche agricole svolte in queste aree, osservano con preoccupazione che queste sono condizionate dall'ambiente urbano e della sua continua espansione. Il presupposto è non considerare più le zone periurbane come se fossero l'ultimo anello mancante di una continuità urbana ma valutarne le esigenze specifiche e la sfida che pone l'integrazione di vaste ed eterogenee zone conurbate. Di conseguenza, la necessità di dare coerenza ai processi di dilatazione urbana acquisisce oggi senso grazie all'enfasi che si sta mettendo alla valorizzazione degli attributi patrimoniali degli spazi rurali conurbati i quali radunano indifferentemente il loro potenziale agricolo assieme ai valori estetici, d'intrattenimento e d'integrazione sociale.

Tuttavia, non è semplice capire e prevedere in tutte le sue dimensioni lo svolgimento delle funzioni residenziali e produttive delle zone rurali vicine ai centri urbani. Prendendo spunto, a priori, dal caso italiano si può sostenere che la mancanza d'ordinamento e di coordinazione, caratteristici degli anni sessanta e settanta, ha lasciato segni profondi nella configurazione dei paesaggi periurbani: campi coltivati, magazzini e supermercati poco inseriti lungo le strade principali e viadotti, fabbriche abbandonate, terreni non utilizzati e frazioni prive di commercio, di servizi e di vita.

Per superare questo insoddisfacente stato di fatto, è possibile pensare alla riqualificazione e al recupero delle aree periurbane per mezzo dell'incorporazione di valori simbolici o ambientali nei processi produttivi o come sostegno di nuove attività. In altre parole, produrre un nuovo territorio mediante una relazione fertile tra l'elemento umano e l'ambiente: uno "sviluppo locale autosostenibile" basato sulle interazioni di tre elementi imprescindibili e propri di ogni territorio quali natura, storia e cultura.

n altre parole un ricchissimo patrimonio territoriale, minacciato dalla colata lavica dell'urbanizzazione contemporanea ma pronto a essere usato per il nostro bene da nuovi attori. Tale patrimonio è costituito da una serie di diversi elementi, che potrebbero conformare un vastissimo elenco, difficile da comporre sulla base del grado di importanza di ciascuno dei suoi elementi, anche se senza dubbio il posto privilegiato andrebbe a un'attività secolare e fondamentale in ogni società: l'agricoltura.

Le problematiche delle aree periurbane
Le politiche per tutelare l'agricoltura nello scenario dell'UE mirano a risolvere diverse problematiche del settore, motivo che porta i policy makers a formulare svariate proposte con indirizzi specifici. L'interazione fra la campagna e la città in Europa è una di queste sfide. A priori si può affermare che la diffusione di nuovi modelli di consumo e d'abitudini di vita, la gran polarizzazione dei centri urbani, il forte sviluppo delle infrastrutture e la crescente mobilità della popolazione hanno modificato radicalmente il modello dell'organizzazione del territorio, spostando o cancellando quasi completamente i confini fra il rurale e l'urbano.

A questo riguardo, l'analisi di Alberto Magnaghi segnala che la "civilizzazione tecnologica nella corsa a costruire una seconda natura artificiale, si è progressivamente liberata del territorio, trattandolo come superficie insignificante e seppellendolo di oggetti, opere, funzioni, veleni". La diagnosi è un territorio moribondo a causa dell'indifferenza dei suoi abitanti e di un mostro chiamato metropoli, che con una sua attitudine "divoratrice di risorse ambientali, umane e territoriali, è fra i principali responsabili del degrado ambientale del pianeta, della crescita esponenziale, insieme alla popolazione, delle nuove povertà nelle periferie di tutto il mondo".

Tra queste figure provenienti da differenti processi di rarefazione e densificazione di forme urbane compaiono gli spazi periurbani ovvero un "terzo territorio", scenario di una cultura rurale trasformata, frutto dell'ibrido tra urbanità e ruralità.
In termini di Mariavaleria Mininni gli spazi periurbani sono quelli "territori meno dotati di un progetto, ancora poco compresi dalla cultura urbanistica e scarsamente messi a fuoco da quella agricola, molto interpretati e poco descritti, perché richiedono un'esperienza nuova dello spazio, un ordine da inventare più che da indovinare".
L'esito di questo fenomeno si riepiloga in un territorio instabile che oppone una debole resistenza ai cambiamenti perché è lo spazio di espansione futura della città, nell'attesa di valorizzazione immobiliare, sia per i cittadini sia per gli agricoltori.

Tuttavia, molti attori presenti in questo scenario, pur non volendo rinunciare alla città mantengono il desiderio di contatto con la natura, vale a dire il volere di una "campagna periurbana" ispirandosi al bisogno di natura e tempo libero per i cittadini, come spiega Donadieu. Si parla qui di "una nuova forma di perifericità, una periferia al plurale, non solo quella urbana che si è costruita a partire dalla città, ma anche quella che muove dalla campagna e rimane nella campagna, costruendo un 'terzo territorio', posto a metà strada tra urbanità e ruralità, uno spazio abitabile in rifondare i principi dell'orientamento e del riconoscimento".

Tale territorio, secondo Mininni é portatore di un'idea più vasta di periferia -perché non è chiaro il nucleo intorno a cui si espande e pertanto vanno rivisti i rapporti di complementarietà e dipendenza tra centro e margini- e possiede l'aspirazione di essere condiviso attraverso il riconoscimento dell'abitabilità, ma in ogni caso sempre con un background caratteristico grazie alla presenza di rettagli coltivati, non portatori di una forma prestabilita ma risultato per la maggior parte delle volte dell'evoluzione di un'attività agricola tradizionale divenuta naturalmente meccanismo per opporre resistenza alla trasformazione.
Di conseguenza, l'apparizione di queste nuove dinamiche negli spazi rurali e l'indebolimento dei margini fra rurale e urbano, invitano ad analizzare le nuove interazioni presenti negli spazi periurbani, nella prospettiva di individuare dei modelli d'organizzazione spaziale validi per la tutela dell'agricoltura di prossimità e delle nuove funzioni correlate a questa pratica.

Quale "best practice" per la salvaguardia dell'AP?
Si identifica, dunque, una specifica domanda, che da latente è ora evidentemente esplicita: come poter attuare un adeguato processo indirizzato al consolidamento di specifiche politiche di sviluppo per le aree periurbane di ogni città e dei comuni circondari?
Questa domanda fornisce molti spunti di riflessione e solleva altri interrogativi in merito al futuro di tale processo: una politica per l'agricoltura periurbana, o uno spazio per l'agricoltura periurbana in tutte le politiche?
Un sostegno alla produzione di servizi e beni agricoli offerti alle comunità urbane?
Oppure un supporto alle diversificazioni delle aziende agricole per avere in cambio una fornitura di "servizi rurali" alla città, premiando gli agricoltori che incorporano la produzione di esternalità ambientali?

L'intenzione è quella di far tesoro delle esperienze, delle azioni, dei processi e dei risultati individuabili operando uno studio mirato da una scala globale a una locale. Sotto quest'ottica si può fare riferimento alle linee guida fornite dall'ONU, in particolare dalla FAO, il suo operato e quello di altri organismi internazionali.

Emerge in tale contesto l'Unione Europea, ente unico a livello mondiale, che ha progressivamente generato delle politiche indirizzate allo sviluppo e sostenibilità dell'agricoltura, elaborandole costantemente, fino ad occuparsi di situazioni specifiche come nel caso dell'agricoltura periurbana.
Il focus si sposta pertanto su due casi di studi invitanti e ritenuti più interessanti poiché ampiamente collegati alla sostenibilità dell'agricoltura di prossimità.
Si parla qui delle strategie politiche per la gestione del territorio periurbano sviluppate in Francia e Italia.
In sostanza, si tenta di sviluppare alcune considerazioni progettuali in un processo che tenta di adattare, e anche amalgamare, le migliori metodologie individuate nello scenario mondiale mirando a gettare le basi per una concreta valorizzazione e salvaguardia dell'AP nella grandi città e nelle nuove conurbazioni del pianeta.

La legittimazione dell'AP come meccanismo per la pianificazione territoriale.
Si è già stabilito che nei comuni limitrofi ai grandi centri urbani e ai margini della città sono presenti molte aree destinate ad assumere sempre maggiore importanza nello sviluppo sia del centro abitato che dell'agricoltura, ma nello stesso tempo ad assorbire l'influsso negativo dello sviluppo urbano caratterizzato da fenomeni quali i quartieri abusivi, il frazionamento fondiario, l'abbandono dell'attività agricola, l'incertezza contrattuale, il problema della sicurezza pubblica, ecc. che si traducono in una progressiva riduzione dei territori agricoli coltivabili ed un'accentuata penalizzazione delle produzioni presenti su queste aree che condiziona e limita l'imprenditoria agricola finora la principale caratteristica di questo territorio.

E' necessario quindi trovare risposte tempestive sempre pensando al mantenimento di un tessuto consolidato di connessione tra la città e la campagna, attraverso il contributo di un'agricoltura sostenibile e fortemente relazionata con il territorio urbano, considerandolo un bisogno in termini di qualità del vivere, avente per lo meno pari titolo rispetto ad altri bisogni come, i trasporti, la casa, etc.
Per questo motivo gli spazi agricoli periurbani dovrebbero essere riconosciuti sul piano sociale, politico ed amministrativo e tutelati con azioni e norme specifiche peculiari per l'agricoltura di prossimità. Inoltre è necessario che il comune del Centro urbano predominante e i comuni limitrofi siano dotati di efficaci strumenti di pianificazione, di assetto territoriale e di risorse finanziarie per evitare che le aree agricole periurbane siano sottoposte a ulteriori processi di urbanizzazione tali da comprometterne la loro esistenza come tessuto organico.

Si rende pertanto decisivo delineare una nuova prospettiva nelle politiche di tutela e valorizzazione del paesaggio rurale periurbano come scenario ospitante una "nuova agricoltura di prossimità" del resto già individuata e valorizzata a diversi livelli nel contesto internazionale come accennato precedentemente.
Per tale scopo eventuali politiche e/o progetti devono fondarsi su scelte forti dell'Amministrazione nel creare presidi sul territorio agricolo, aree di importanza strategica che costituiscano la struttura portante, invariabile, del sistema a cui è assicurata la proprietà pubblica.

Si risponderebbe così a uno dei temi cruciali per la costruzione di un sistema di spazi aperti nei territori periurbani delle città, caratterizzati da un'elevata parcellizzazione e da una ridotta proprietà pubblica, dove si rendono necessarie azioni mirate all'attivazione di modalità di gestione mista pubblico-privata evitando onerosi processi di espropriazione.

Inserire, infatti, i territori periurbani in una logica di rete richiede di ridurre al minimo le acquisizioni limitandole alle aree strategiche per il funzionamento del sistema stesso cioè, sostanzialmente, agli spazi destinati ai fini ricreativi e di integrazione infrastrutturale, creando così dei presidi nel territorio; per le aree agricole, che rappresentano la quota maggioritaria, la proprietà rimane privata pur consentendo la fruizione pubblica.

Tuttavia la definizione di qualsiasi modello progettuale o altre metodologie per qualsiasi città e/o altri contesti non avrà nessun valore in assenza di una valorizzazione del proprio territorio periurbano, di un'efficace comprensione delle potenzialità dell'agricoltura di prossimità e del riconoscimento vero e proprio che questa pratica merita come strumento di pianificazione per le periferie.

Arch. Carlo Gomez

Vuoi restare aggiornato su questo argomento? Lascia la tua email e registrati con un click.
Questo sito utilizza i cookies. Continuando la navigazione l'utente acconsente al loro utilizzo in conformità con i Termini sulla privacy.                   [
Non mostrare più
]
Accedi o registrati gratis in un click
Email:
Password:
Password dimenticata?