Fare della Toscana una sorta di laboratorio mondiale del buon vivere e trasformarla, attraverso il contributo di studiosi ed esperti internazionali, in una bottega rinascimentale aperta al mondo. É con questa proposta, orientata soprattutto all'appuntamento di Expo 2015, che l'assessore all'agricoltura ha concluso il proprio intervento al convegno su tutela e valorizzazione del paesaggio che si tiene fino all'11 aprile a Firenze.

All'organizzazione dell'evento, che riunisce per tre giorni un gran numero di esperti da tutto il mondo, hanno contribuito Regione e Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali, l'Università di Firenze, l'Unesco e la Convention per la diversità biologica.

L'assessore all'agricoltura ha ricordato come l'agricoltura toscana, sviluppando la propria multifunzionalità, abbia saputo associare alle finalità economiche (generazione di reddito ed occupazione) la tutela dell'ambiente, la conservazione del paesaggio ed il presidio e la salvaguardia idrogeologica.

A questo si uniscono la tutela della qualità e della sicurezza del cibo, la conservazione della biodiversità e, dal punto di vista culturale, il mantenimento delle tradizioni e del tessuto sociale che vive in queste aree. L'armonizzazione tra finalità economiche, cultura e conservazione è stata alla base del rapporto che in Toscana, per millenni, agricoltori e georgofili hanno stabilito con il territorio. Un rapporto talmente positivo che ha permesso di ottenere prodotti di eccellenza che l'hanno portata ovunque nel mondo. M anche di riconquistare terreni malarici, di modellare le colline e di costruire un patrimonio collettivo immenso.

L'assessore ha quindi concluso auspicando, in funzione dell'Expo 2015, che sia possibile lanciare l'idea che in Toscana si possa continuare a discutere, anche grazie al contributo di studiosi ed esperti internazionali, di tutti questi aspetti, cercando di diffondere l'idea per cui la Toscana è conosciuta un pò ovunque, l'idea del buon vivere.

Toscana come laboratorio mondiale del buon vivere al quale possano partecipare e contribuire studiosi, ricercatori ed esperti da tutto il mondo in una sorta di bottega mondiale rinascimentale.

Fonte: Regione Toscana

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