L’eredità di Adriano Olivetti sarà per la prima volta al centro di un festival, con seminari, interventi e spettacoli sui temi che hanno caratterizzato il lavoro e la missione dell’imprenditore di Ivrea.

E’ il “Festival di cultura olivettiana”, che si svolgerà venerdì 31 maggio e sabato 1 giugno ad Ancona, nei prestigiosi spazi di Villa Favorita, sede dell’ISTAO – Istituto Adriano Olivetti.
L’evento è organizzato da ISTAO e dalla Fondazione Adriano Olivetti, con ideazione e direzione scientifica di Giuliano Calza e direzione artistica di Paolo Notari.

Fondato dall’economista anconetano Giorgio Fuà per applicare in una business school l’insegnamento di Adriano Olivetti, l’ISTAO fa culminare il percorso di valorizzazione di questa grande figura di imprenditore in un evento che ne rafforza l’attualità: Olivetti pose i valori etici alla base del ruolo dell’impresa e interpretò il lavoro in una dimensione fortemente sociale; un insegnamento che oggi, in uno scenario di grave crisi economica, si carica di particolari significati, come dimostra l’accrescere dell’interesse e delle iniziative attorno alla cultura olivettiana.

Il fine dell’impresa è unicamente il profitto? Questa è la domanda che Olivetti si poneva. L’eclettico imprenditore, appassionato di architettura, storia e nuove tecnologie comprendeva che il profitto deve essere reinvestito per il benessere della comunità. E’ nella Olivetti degli anni ’50 che viene "reinventato" il rapporto tra l’imprenditore e l’operaio: l’azienda diventa un laboratorio sociale.

Il Festival restituirà la visione di impresa di Adriano Olivetti e la sua personalità poliedrica, che lo portò ad occuparsi in modo innovativo anche di problemi sociali e politici, di urbanistica, architettura, cultura ed editoria.

Le innovazioni apportate da Olivetti sono diverse. Si parte da una nuova concezione dell’ambiente lavorativo che deve essere luminoso (per questo il vetro assume un ruolo principale nell’estettica delle strutture) per motivi sociologici, psicologici e produttivi. Per la prima volta nell’industria italiana la bellezza diventa un mezzo per l’elevazione dell’uomo.

L’evento si aprirà venerdì 31 maggio con una riflessione sul pensiero olivettiano per il futuro introdotta da Paolo Notari, giornalista e conduttore Rai, con interventi di: Giuliano Calza, direttore generale ISTAO; Valeriano Balloni, vicepresidente ISTAO; Laura Olivetti, presidente della Fondazione Adriano Olivetti e figlia dell’imprenditore, e Bruno Lamborghini, presidente dell’Associazione Archivio Storico Olivetti.

La giornata di sabato si articolerà con dibattiti a tema. Il primo confronto sarà dedicato al modo di fare impresa di Olivetti, basato su innovazione e tecnologia, e su una capacità di aprirsi ai mercati esteri decisamente anticipatrice; ne parleranno Giovanni Lo Storto e Melina Decaro dell’Università Luiss Guido Carli (Roma), Luca Botticelli, co-founder & ceo di Alive Shoes, e Massimiliano Magrini, founder e managing partner di United Ventures (Milano); coordinerà il giornalista Mario Benedetto.

L’organizzazione degli ambienti e del territorio fu un fattore importante nel modello olivettiano, che puntava a coniugare bellezza e funzionalità per migliorare condizioni di lavoro e qualità della vita: ad Ivrea, Olivetti avviò la costruzione di edifici industriali, uffici, case per dipendenti, mense, asili, dando origine ad un articolato sistema di servizi sociali.
Di questo aspetto discuteranno l’architetto e urbanista Luca Zevi, Patrizia Bonifazio del Politecnico di Milano, il presidente di iGuzzini Illuminazione Adolfo Guzzini e l’architetto Enzo Eusebi; coordinerà Maria Rosaria Gianni, caporedattore Cultura del tg1 Rai.

Olivetti fu anche editore, scrittore e uomo di cultura. Fondatore delle riviste “Tecnica e Organizzazione” e “Comunità”, e della casa editrice Nei - Nuove Edizioni Ivrea (poi Edizioni di Comunità), favorì la diffusione di idee in più campi, facendo conoscere autori d’avanguardia e di grande prestigio ancora sconosciuti in Italia. Ne parleranno Alessandra Necci della Fondazione Lorenzo Necci, il filosofo Mauro Ceruti dell’Università di Bergamo, Beniamino de’ Liguori del Centro Studi Fondazione Adriano Olivetti, direttore editoriale di Edizioni di Comunità, e Gian Mario Spacca, presidente della Regione Marche; a moderare ci sarà Tiziana Ribichesu, vice caporedattore del Gr Rai, conduttrice di Baobab (Radio Uno).

L’eredità di Olvetti, la perfetta armonia tra capitale e lavoro, la sua creatività, il suo ottimismo e il suo entusiasmo sono andati perduti col tempo?
L’incontro “Quale economia per il futuro” chiuderà la parte congressuale, con interventi di Andrea Merloni, presidente dell’ISTAO, e Gennaro Sangiuliano, professore di Economia all’Università La Sapienza di Roma e vicedirettore del Tg1 Rai.

Mara Zenoli

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