Dopo anni di progressiva flessione, si arresta il calo del numero di abilitati alla professione di ingegnere. Dal 2006 al 2012, infatti, si era passati da 19.357 ingegneri abilitati a 10.867, con un sostanziale dimezzamento. Nel 2013, invece, il loro numero è risultato praticamente invariato: 10.805. E’ quanto emerge da una ricerca pubblicata dal Centro Studi del Consiglio Nazionale degli Ingegneri intitolata "L’accesso alle professioni di ingegnere e architetto".

"Il calo più forte di abilitazioni - spiega Luigi Ronsivalle, Presidente del Centro Studi CNI - si verifica dal 2006-2007 al 2012. Questo dato può essere messo in relazione, da una parte, con l'aumento dei laureati nel settore industriale e dell'informazione rispetto a quelli del settore civile e ambientale, fra i quali è più alta la propensione all'esercizio della libera professione per cui è richiesta l'abilitazione. Dall'altra, con la crisi delle libere professioni che, soprattutto nelle zone del Paese che offrono altre possibilità d'impiego, è diventata meno attrattiva avendo fatto registrare negli ultimi anni un calo significativo dei redditi. La situazione si è probabilmente normalizzata avendo raggiunto un livello vicino al minimo fisiologico".

A fronte di un dato nazionale che raffigura un anno privo di cambiamenti di nota, la ricerca evidenzia come le dinamiche interne al paese siano assai poco omogenee. Il numero di abilitati, infatti, è aumentato esclusivamente nel Meridione, mentre in tutto il resto d'Italia si è registrato un calo, anche per quanto riguarda il numero di candidati alle prove di esame.

E’ interessante soffermarsi sulle possibili cause di questo fenomeno. Appare evidente come laddove le opportunità lavorative scarseggiano, la libera professione costituisca pur sempre una valida alternativa. A differenza di quanto accade nelle regioni con migliori prospettive lavorative in cui, al contrario, è considerata quasi un’extrema ratio.

E’ interessante notare come risulti ancora esigua la quota di ingegneri iuniores abilitati: appena il 3,8%. E’ l’ennesima conferma che l'abilitazione professionale riscuote uno scarso successo tra i laureati triennali che, per la grande maggioranza, preferiscono continuare il percorso universitario finalizzato al conseguimento del titolo magistrale.

Infine, continua a calare il numero di laureati che affronta le prove dell'Esame di Stato per l'abilitazione alla professione di architetto e alle altre figure attinenti alla facoltà di architettura.

Fonte: http://www.centrostudicni.it

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