Secondo le stime dell'Unione Europea le persone con disabilità che vivono all'interno di quest'organizzazione di Stati oggi sono più di 80 milioni, una cifra che potrebbe crescere ed arrivare a 120 milioni nel 2020 a causa del progressivo invecchiamento della popolazione.

Il Parlamento Europeo vuole che la legislazione includa anche le persone con limitazioni funzionali temporanee o permanenti, come gli anziani, le donne incinte e le persone che viaggiano con i bagagli.

In questi giorni è stato approvato, in prima lettura, il testo di direttiva che prevede l'obbligo per gli Stati di garantire ai propri cittadini l'accessibilità di una serie di prodotti e servizi che possono essere considerati fondamentali per le persone con disabilità, sia temporanea sia permanente.

I prodotti e i servizi fondamentali come telefoni, biglietterie automatiche, sportelli bancomat, PC e sistemi operativi, telefoni e televisori, trasporto (compresi i trasporti pubblici urbani quali metropolitana, ferrovia, tram, filobus e autobus e i servizi connessi), dovranno essere resi più accessibili alle persone con disabilità.

Vita quotidiana più facile

La direttiva ”Atto europeo sull'accessibilità” prevede ciò che deve essere accessibile, senza però imporre soluzioni tecniche dettagliate.
I requisiti sull’accessibilità dovrebbero inoltre applicarsi anche ai luoghi pubblici dove un servizio è offerto (il cosiddetto “ambiente costruito"), quali ad esempio le stazioni ferroviarie, qualora le normative nazionali non prevedessero già tale obbligo e solo in caso di rinnovazione o costruzione ex novo.

Il relatore Morten Løkkgaard (ALDE, DK) ha dichiarato: "Più di 80 milioni di persone con disabilità beneficeranno della votazione odierna in Parlamento. Sin dall'inizio ho cercato di trovare un equilibrio tra l'innovazione di prodotti e servizi più accessibili, garantendo nel contempo che non si creassero nuovi oneri per le imprese in tutta Europa. Il voto odierno dimostra che questo equilibrio è possibile".

Il Parlamento ha approvato, con 537 voti a favore, 12 contrari e 89 astensioni, il mandato per avviare i negoziati con il Consiglio, che deve però ancora concordare la sua posizione.

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