Venerdì scorso è stato approvato dal Consiglio dei ministri il Ddl di riordino degli enti locali, per gestire la fase transitoria che si apre in vista dell'eliminazione delle Province.

Lo ha annunciato il presidente del Consiglio Enrico Letta nella conferenza stampa a palazzo Chigi dopo il Cdm, al fine di evitare "vuoti di potere" e assicurare "la funzionalità" nella transizione.

Il Ddl che 'svuota i poteri' delle Province e che avvia la nascita delle città metropolitane e la riorganizzazione delle unioni e delle fusioni dei comuni, passerà ora all'esame della Conferenza Unificata e, dopo, tornerà nuovamente al Consiglio dei ministri per il varo definitivo.

E sebbene saranno sicuramente salvaguardati i lavoratori delle province e le funzioni di questi enti abrogati (che saranno divise e ripartite secondo le competenze degli altri enti locali) immediata è stata la replica dell'Unione province italiane (UPI).

Secondo Antonio Saitta, presidente dell'UPI, "questo Ddl è incostituzionale perché le Province hanno funzioni amministrative e non possono essere svuotate di queste funzioni".
Diversamente, ma sempre contrari, alcuni Sindaci di Comuni che, pur riconoscendo gli alti costi delle istituzioni provinciali, chiedono al Governo "atti concreti che puntino al migliore funzionamento dei diversi livelli amministrativi".

Intanto il ministro Delrio, per tutta risposta, ribadisce che "l'organizzazione delle aree vaste (le città metropolitane), trova conferma in una riforma che si attende da 30 anni e che vedrà le città metropolitane con funzioni strategiche".

Arch. Francesca Giara

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