Grande fiducia ha espresso il ministro Ornaghi in merito ai restauri delle "domus" crollate a Pompei ancora da appaltare, ma molti sono gli scettici e stanchi di sentire belle promesse.
Chi è riuscito a visitare glii scavi di Pompei in questi ultimi giorni riferisce che la situazione è gravissima e ancora immutata dopo i numerosi crolli degli ultimi tempi.

A che punto e il Pogetto PompeiEppure l'incontro di lavoro di qualche giorno fa tra il Ministro dei Beni Culturali Lorenzo Ornaghi e il Soprintendente ai Beni Archeologici di Napoli e Pompei Teresa Cinquantaquattro sembrerebbe che sia stato positivo.

E questo proprio a sentire le parole del Ministro:
“Mi sembra che ci siano tempi abbastanza certi sui lavori e che le cose stiano procedendo secondo quanto convenuto. E’ stato avviato un processo di riassesto idrogeologico e di restauro con fondi europei aperti in modo coordinato a ogni iniziativa privata. Salvo inconvenienti imprevedibili, ci siamo avviati verso una fase dei lavori con una data precisa svolti con modalità trasparente. E anche il numero di imprese che ha risposto alle prime gare - ha sottolineato Ornaghi - rappresenta un segnale di vitalità del territorio. Ben vengano gli aiuti dei privati se disciplinati e coordinati all’interno di un programma definito dal ministero”.

Ma mentre gli scavi di Pompei rischiano di perdere pezzi ogni giorno che passa, mentre il personale addetto ai controlli dell'area archeologica resta insufficiente e quindi non idoneo ad evitare ingressi abusivi, si ricevono solo rassicurazioni e non dati di fatto, tempi non precisi e procedure ancora da autorizzare.

Arch. Lorenzo Margiotta
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