Da anni, molti cittadini romani riuniti in comitato si battono per evitare lo scempio di un gioiello di storia e cultura che è la Via Giulia, una strada storica di Roma (lunga circa un chilometro) progettata e realizzata solo in parte da papa Giulio II - dal quale prese il nome - allo scopo di aprire un nuovo percorso nel cuore di Roma.

In quella strada, dal 2008, si sta scavando per realizzare un maxi-parcheggio autorizzato ai sensi della legge Tognoli (n. 122/1989), che prevede esclusivamente (art. 9) la realizzazione di "parcheggi interrati".

Il Progetto del parcheggio in Via Giulia, chiamato Largo Perosi dalla ditta esecutrice, doveva fornire (come si legge sul sito istituzionale della soc. CAM Edilizia) maggiore vivibilità di vie, strade e piazze del Centro Storico di Roma, in attuazione del Piano Urbano Parcheggi del Comune di Roma, nato per rispondere alle esigenze di sosta della città.

Scopo del P.U.P. -si legge sempre sul suddetto sito della società- è prioritariamente quello di spostare nel sottosuolo il maggior numero di automobili appartenenti ai residenti e ai cittadini in genere, il tutto per permettere una maggiore fluidità del traffico e per riqualificare le aree sovrastanti degradate e per questo meno vivibili da parte della cittadinanza.

Ma durante i lavori di scavo per la realizzazione di questo parcheggio sono emersi (come ci si doveva aspettare) preziosi reperti archeologici d’età augustea e riferentisi alle cosiddette Scuderie d'Augusto.
Si tratta di un importante ritrovamento per la conoscenza della topografia antica di Roma.

E’ stato individuato, infatti, un quartiere composto essenzialmente da due complessi, dei quali uno, di impianto monumentale con imponenti sostruzioni con archi di travertino tamponati in opera reticolata, è stato identificato come uno degli stabula, le scuderie degli Aurighi che correvano nel Circo Massimo. E' un edificio di notevoli dimensioni organizzato in una serie di muri paralleli con resti delle basi dei pilastri in travertino che scandivano le navate entro le quali trovavano alloggio i cavalli disposti in file parallele.
Procedendo verso il fiume, lo scavo ha inoltre individuato una strada lastricata su cui si affaccia un bel complesso termale (un balneum) connesso ad ambienti con pavimenti a mosaico in bianco e nero.

La Soprintendenza archeologica nel marzo 2013 si esprimeva e parlava di "reperti di eccezionale importanza" perché erano affiorati resti di edifici, una strada basolata e un cippo ubicato sull'originaria sponda sinistra del Tevere. Però diceva anche che per mancanza di soldi prescriveva l'interramento dei reperti. E così si poteva continuare lo scempio.

La soc. CAM Edilizia, quindi, procedeva a ridimensionare l’estensione orizzontale del progetto e a recuperare volume in verticale; quindi "fuori terra" e così in contrasto con la stessa legge Tognoli.

Contro il parcheggio sono stati promossi appelli di intellettuali, architetti, storici, urbanisti, archeologi, professori; sono state anche presentate interrogazioni parlamentari; ma nulla è servito.
Nel marzo 2014 veniva rilasciato un parere positivo della Soprintendenza, e nello scorso luglio anche la giunta comunale approvava con la delibera n.195.

Ma l'Ing. Paolo Berdini (urbanista, docente e scrittore) ha pubblicato addirittura, su ilfattoquotidiano.it, una sua analisi tecnica del progetto 'Parcheggio CAM' in via Giulia, evidenziando come addirittura la proposta non potesse mai essere approvata dal Comune perchè non si trattava affatto di un "parcheggio interrato",visto che sarebbe solo "parzialmente interrato" stante lo studio preciso dei luoghi e delle varie altimetrie della zona.

Ad agosto scorso, però, sono ripresi i lavori di costruzione per realizzare il maxi-parcheggio con ben 293 posti auto (forse a fianco dell'area archeologica).
E la Direzione regionale del Lazio continua ad affermare di aver autorizzato, su parere delle soprintendenze di settore, la sola realizzazione di un parcheggio sotterraneo senza alcuna sistemazione in superficie.

Mara Zenoli

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