Il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto legge contenente dodici provvedimenti per un totale di 900 milioni di euro di investimenti.

Ecco dove il governo ha deciso di destinare i fondi:
- 50 milioni per Bagnoli pronti già a partire dal 2015 che il Governo mette a disposizione per le azioni di bonifica dell’area;
- 150 milioni per la Terra dei fuochi che si aggiungono ai 150 milioni per il 2016 e i 150 milioni per il 2017 già stanziati con la legge di Stabilità, per supportare la regione Campania che, con la supervisione di Anac, provvederà all’eliminazione definitiva della piaga delle eco-balle;
- 150 milioni per l’area Expo per finanziare il progetto del governo per il dopo Esposizione universale;
- 200 milioni per Roma e il Giubileo della Misericordia. Il finanziamento, per quanto riguarda la Capitale, interesserà l’accoglienza, il decoro, la mobilità, i trasporti e la sanità;
- 10 milioni per Reggio Calabria a sostegno dell’azione di risanamento di bilancio;
- 100 milioni per il servizio civile;
- 50 milioni di rifinanziamento del Fondo per le emergenze nazionali di protezione civile;
- 25 milioni per le graduatorie per quegli alloggi popolari che, per essere agibili, hanno bisogno di lavori di manutenzione;
- 100 milioni per finanziare gli impianti sportivi nelle periferie. In raccordo con Palazzo Chigi, il Coni provvederà agli interventi;
- 25 milioni per prolungare il tax credit per il cinema;
- 10 milioni per sostenere il piano governativo per l'export e la tutela del “Made in Italy”;
- 30 milioni per la continuità territoriale della Sardegna a favore dei collegamenti aerei dell’Isola con il continente.

Reti di comunicazione elettronica ad alta velocità

Il Consiglio dei ministri ha approvato anche, in esame preliminare, il decreto legislativo che recepisce la direttiva 2014/61/UE del Parlamento europeo riguardante le misure finalizzate alla riduzione dei costi dell'installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità con l’obiettivo di diffondere rapidamente le reti di comunicazioni elettroniche ad alta velocità in modo che, entro il 2020, tutti gli europei abbiano accesso a connessioni molto più rapide, superiori a 30 Mbit/s, e che almeno il 50 % delle famiglie dell'Unione acceda ad internet con connessioni al di sopra di 100 Mbit/s.

Quest'ultimo decreto legislativo interviene sulle procedure di autorizzazione già disciplinate dal Codice delle comunicazioni elettroniche, e con riguardo poi alle infrastrutturazioni interne agli edifici -pure interessate dalla direttiva- ha previsto: il diritto degli operatori di installare la loro rete a loro spese, fino al punto di accesso e, se la duplicazione è tecnicamente impossibile o inefficiente sotto il profilo economico, il diritto di accedere all'infrastruttura fisica interna all'edificio esistente allo scopo di installare una rete di comunicazione elettronica ad alta velocità; inoltre il diritto, in assenza di un'infrastruttura interna all'edificio predisposta per l'alta velocità, di far terminare la propria rete nella sede dell'abbonato, a condizione di aver ottenuto l'accordo dell'abbonato e purché provvedano a ridurre al minimo l'impatto sulla proprietà privata di terzi.

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