Il fondo Kyoto è stato finalmente presentato a Roma, la settimana scorsa, dai ministri Corrado Clini (Ambiente) e Corrado Passera (Sviluppo economico), da Vasco Errani (Presid. Conferenza delle Regioni), da Franco Bassanini e Giovanni Gorno Tempini (Cassa depositi e prestiti-Cdp), e dal direttore generale dell'Abi, Giovanni Sabatini.

600 milioni a servizio dell ambientePer l’ambiente erano da tempo riservati 600 milioni di euro rivolti a cittadini, condomini, piccole imprese, fondazioni, soggetti pubblici. I finanziamenti sono a tasso agevolato (0,5%) e le domande di ammissione possono essere presentate dal 15 marzo.
Le domande di accesso devono essere compilate esclusivamente online, previo accreditamento in una sezione del sito (a partire dal 2 marzo) della Cassa depositi e prestiti, il beneficiario deve recarsi quindi presso una delle banche aderenti alla convenzione Abi-Cdp per gli ulteriori adempimenti e la stipula del contratto di finanziamento.

Il ministro dell'Ambiente, Corrado Clini, ha spiegato che dal Fondo Kyoto "immaginiamo un effetto moltiplicatore per un investimento stimato per almeno il doppio", e questo grazie ad un meccanismo di cofinanziamento.

L'occasione dell'avvio di questo fondo ha offerto la possibilità al Presidente della Conferenza delle Regioni Vasco Errani per sottolineare che "questo paese ha bisogno di un piano energetico nazionale, che non può essere risolto dai piani energetici regionali", un piano inscritto in "una dimensione europea", un piano "che si realizza attraverso una leale collaborazione", con "la capacità di individuare delle strategie credibili".
In Italia "veniamo da un'esperienza che ha luci ed ombre, in relazione al tema del sostegno delle fonti rinnovabili", ha rilevato Errani, "abbiamo drogato troppo il meccanismo inizialmente, e quando ce ne siamo accorti abbiamo fatto qualche intervento non proprio appropriato, per usare un eufemismo: dobbiamo trovare la misura".
Per trovare la misura "c'è bisogno di una ridefinizione della politica energetica al 2050, così serenamente potremo affrontare anche 5 giorni o 12 giorni di neve".
In tutto ciò, il Fondo per Kyoto è "un provvedimento che attendeva l'attivazione dal novembre 2008" ed è "un buon esempio di due cose fondamentali di cui ha bisogno questo paese": di investimenti per l'innovazione e di un'idea articolata di collaborazione".

Sin dal 2008, Presso la Cdp - che dovrebbe gestisce una parte importante del risparmio degli italiani, il Risparmio postale, da convogliare in favore della crescita del Paese - ai sensi della Legge Finanziaria 2007, veniva istituito un fondo rotativo, sempre dell'ammontare complessivo di circa 600 mln di euro, per il finanziamento delle misure di riduzione delle emissioni dei gas a effetto serra, finalizzate all'attuazione del Protocollo di Kyoto (Legge Kyoto).
E' mai possibile che nel nostro Paese si debbano attendere sempre anni per dare esecuzione a progetti, iniziative e finanziamenti che darebbero sviluppo e lavoro ai cittadini?
Dove erano i nostri rappresentanti parlamentari (di tutti i partiti) quando si affrontavano le varie problematiche ambientali nazionali ed internazionali?

Arch. Lorenzo Margiotta
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