Per la manifestazione “Helsinki World Design Capital 2012” è stata organizzata, dal museo finlandese EMMA (Espoo Museum of Modern Art), la mostra “Italian Futurism 1909-1944” che si inserisce nel ciclo di mostre dedicate al Modernismo, dopo quella dedicata a Kazimir Malevich.

160 opere del Movimento futuristaLa mostra rappresenta i principali passaggi storici ed estetici del Movimento futurista dal momento della nascita (nell’anno 1909) fino al 1944. in esposizione 51 artisti mediante 160 opere, tra pitture ad olio, collage, disegni, sculture, arredi, progetti di scenografia, tavole parolibere, fotografie e manifesti programmatici.

Il Futurismo è stato un movimento artistico importante in Italia nella prima metà del XX secolo. L'attenzione per il nuovo mondo urbano e un moderno concetto di uomo, si indirizzava verso il disprezzo per tutto ciò che era vecchio e tradizionale, glorificando macchine, tecnologia, velocità, rumore e movimento.

Questa una delle tesi del manifesto pubblicato dal poeta ed editore Filippo Tommaso Marinetti (1876-1944) in La Gazzetta dell'Emilia il 1909/02/05, successivamente riprodotto nel quotidiano francese Le Figaro, che cristallizza tutta la filosofia del Futurismo: "Noi affermiamo che la magnificenza del mondo si è arricchita di una bellezza nuova: la bellezza della velocità. Il suo simbolo è un automobile da corsa con il suo cofano adorno di tubi grandi come serpenti dall'alito esplosivo".

Il Futurismo è uno dei meno conosciuti "ismi" delle arti che ha prosperato particolarmente bene in Italia nel 1940 e si aspettava di riuscire a condurre ad un movimento rivoluzionario internazionale, che potesse influenzare il pensiero sociale, oltre alle arti.
Con il suo impatto sulla letteratura, la musica, le arti visive, il cinema, il design e il teatro, il Futurismo faceva parte della turbolenza politica europea, industriale e culturale dell'epoca.

In realtà è avvenuto che la sua influenza venisse avvertita più chiaramente in Russia, Germania e Gran Bretagna, ma in Finlandia, ad esempio, non ha trovato alcuna eco.

E "il corpus della mostra di EMMA (Helsinki, 2 marzo-10 giugno 2012) individua la principale influenza del Movimento futurista sulle altre avanguardie e sull’arte del dopoguerra nella originaria vocazione performativa, della quale documenta le declinazioni nei media artistici, dalla poesia concreta di Marinetti alle composizioni pre-dada di Cangiullo, al design e al visual design di Calzavara, alla cartellonistica pubblicitaria di Depero, all’iconografia pre-pop di Balla negli anni trenta.
In tal senso, mentre dell’opera di Boccioni è rappresentata la fase anteriore all’assimilazione del cubismo e il periodo cezanniano, della coeva produzione astrattista, dal simbolismo esoterico di Ginna al “verismo astratto” di Balla, è rappresentato lo sviluppo nei complessi plastici e nei polimaterici cinetici della metà degli anni dieci e degli anni venti (Zátková) e negli arredi e oggetti decorativi.
All’interno di questo macrotema, l’esposizione confronta anche la parola libera e il rebus proposto come possibile nuovo contesto per l’origine delle parolibere".

Lorenzo Margiotta (fonte:Mibac)
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