
25/02/2009
Il decreto legge sulla semplificazione normativa è stato convertito in legge.
Il decreto appena approvato, ha dichiarato Roberto Calderoli, Ministro per la Semplificazione Normativa, "individua il percorso corretto per far entrare in funzione una banca dati delle leggi, gratuita, accessibile per ogni cittadino, che si chiamerà semplicemente "Normattiva", che contiamo di far partire entro la fine dell'anno: in questo modo, finalmente, non sarà più necessario doversi rivolgere a dei privati per sapere se una legge è o non è più in vigore, ma sarà lo Stato a dover rispondere, a tutti e gratuitamente".
Con il provvedimento approvato in Parlamento sono state cancellate circa 29mila leggi "ormai superate e obsolete".
Infatti, il 17 febbraio al Senato della Repubblica con 148 voti favorevoli e 110 astenuti, è stato trasformato in legge il disegno di legge 1342 "Conversione in legge, con modificazioni, del decreto-legge 22 dicembre 2008, n. 200, recante misure urgenti in materia di semplificazione normativa".
Va ricordato che tale processo di semplificazione è un'azione di trasformazione del nostro ordinamento, avviata nella metà degli anni Novanta, che mira a semplificare le leggi vigenti, i procedimenti amministrativi e il modo di funzionare della pubblica amministrazione, con l'intento precipuo di alleggerire il peso della burocrazia sui cittadini e sulle imprese.
Bisogna, però, essere anche concreti ed evidenziare che se è ben giusta la banca dati pubblica e gratuita, pur tuttavia non sarà così competitiva e alternativa agli strumenti privati che gli operatori del diritto usano, poichè si sa bene che vi è una sicura differenza tra legge e norma.
Comunque è un'operazione meritevole, che lo Stato ha intrapreso ma che le Amministrazioni regionali devono anche continuare nella loro legislazione.
La semplicità delle leggi, infatti, è un diritto fondamentale e universale che deve essere garantito dallo Stato, ma non dimentichiamoci che la semplificazione amministrativa e burocratica è un diritto per il cittadino e un dovere per una nazione che si reputi civile e democratica.
A conferma di ciò va ricordato che non sono state confermate le paventare abrogazioni di stretto interesse dei professionisti come la Legge 897/1938 sull’obbligatorietà di iscrizione all’albo, la legge 1815/1939 per la denominazione delle associazioni professionali e il decreto legislativo luogotenenziale 382/44, che disciplina il funzionamento di Ordini e Consigli nazionali.
Arch. Loenzo Margiotta