Architettura | Arredamento | Domotica | Edilizia | Energia | Impiantistica | Sicurezza | Verde

Sanatoria e Restauro

Sanatoria e Restauro

24/09/2007

Ancora un'offesa all'architettura del 900 italiano.

Nella sez. DOCUMENTI del n.24-2007 di PresS/Tletter (del sito web del Prof. Luigi Prestinenza Puglisi) si legge con interesse una nota di Giuliano Fausti: Tre metri quadri e mezzo di vergogna.

E' una lettera aperta al Presidente dell’Ordine degli Architetti di Roma, in merito all'esito finale di alcuni interventi di restauro al Villino "B" del lotto Tirrena al lungomare Caio Duilio di Ostia, progettato e realizzato dall’arch. Adalberto Libera nel 1932, uno dei maggiori architetti italiani del Novecento, e considerato un capolavoro dallo stesso autore perché volle figurarvi in una foto ufficiale dell’edificio.

L'Architetto Giuliano Fausti denuncia con sorpresa e sconcerto che "è apparsa in tutta la sua assurdità una superfetazione sul lato destro del piano attico: un volume abusivo che devasta definitivamente l’impianto simmetrico dell’architettura originale".

Il cosìdetto VILLINO "B" infatti è un chiaro volume dalle proporzioni "auree", a pianta quadrangolare.
Severa la simmetria del prospetto principale, e gli elementi orizzontali ( balconi con ringhiere) rendono più leggera la compattezza del volume che si svuota al piano ultimo con un ampio loggiato eliminando i muri d’ angolo.

I balconi delle fronti laterali richiamano tale assunto compositivo ed il cilindrico corpo scala, in posizione mediana rispetto alla pianta, presenta le due finestre negli angoli d’intersezione e si ricollega plasticamente con il terrazzo.

E Giuliano Fausti immagina "che i curatori del restauro si saranno battuti per togliere la superfetazione e si saranno dovuti arrendere a chissà quali cavilli burocratici".
"È sconfortante come questo paese non sia in grado di gestire fino in fondo ed in modo coordinato una operazione importante come questa".

Un abuso sanato con un condono?

La logica direbbe che sarebbe bastato vincolare il contributo pubblico del restauro all’eliminazione dell’abuso, respingendo la domanda di sanatoria dello stesso.

Ma ciò non è avvenuto.

E dire che sin dal 2004 si era mossa anche l'Università di Roma ed il Prof. Alfredo Passeri che dichiarava (in occasione della pubblicazione del saggio di Roberta Rinaldi, "La palazzina di Adalberto Libera ad Ostia quale risorsa architettonica e culturale. Valutazioni economiche e fattibilità del progetto di conservazione"):
"iniziativa che la mia Università sta parallelamente portando avanti per coordinare scientificamente tutta l'operazione di restauro che assolutamente non può essere condotta come per qualsiasi altro edificio".

Se ciò avviene in condizioni di massima visibilità, figuriamoci cosa accade per tante altre opere di pregio architettonico che vengono manomesse per l'ignoranza e la sciatteria di pochi.

Ed è per questo motivo che il Presidente dell'Ordine degli Architetti di Roma viene invitato dall’architetto Fausti ad una raccolta di firme affinché venga respinta la domanda di sanatoria e venga eseguita la demolizione di questa vergognosa superfetazione, al fine di non perdere ancora una volta un capolavoro dell'architettura italiana nella sua integrità.

Lorenzo Margiotta


Torna alla Home