La sostenibilità di Coop Himmelb(l)au ?

sostenibilità coop himmelb au

24/02/2010

Nuovi percorsi pedonali a Perugia

A seguito del progetto di ricerca "Camminare nella storia. Nuovi spazi pedonali per la Perugia del terzo millennio" del Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell'Università di Perugia, lo studio  austriaco Coop Himmelb(l)au ha idealizzato una "galleria energetica vetrata" a copertura di una strada pubblica in pieno centro urbano, in continuità di un altra galleria "archologica ipogea".

Lo studio Coop Himmelb(l)au, in collaborazione con i progettisti italiani "Heliopolis 21" di Pisa, hanno studiato questo percorso pedonale inserendosi -con un fortissimo segno eccessivo- nella tematica dell'accostamento del contemporaneo nei centri antichi.

“Nella progettazione di un vero e proprio pezzo di città ipogea e di una galleria vetrata energetica al di sopra dei tetti di via Mazzini - si legge nella presentazione -, viene proposto un approccio prestazionale in cui l'etica si lega all'estetica per evitare la musealizzazione dei centri storici”.

Chiamata anche "energia sul tetto", questa struttura serve come copertura, lungo Via Mazzini nel centro di Perugia e al tempo stesso crea il punto di ingresso per il passaggio archeologico sotterraneo, che collega il centro città con la stazione della metropolitana Pincetto.

Coop Himmelb(l)au ha sviluppato il progetto del tetto con l'obiettivo di produrre energia per la città. Infatti
la struttura dovrebbe essere composta da tre strati: celle fotovoltaiche trasparenti nel manto superiore, elementi strutturali in acciaio e turbine a vento nel mezzo, vetro laminato traslucido di sicurezza nel livello inferiore.

Ma le sue dimensioni non sono affatto trascurabili: 84 metri di lunghezza, 16 di larghezza, collocato a 30/40 metri d'altezza lungo tutto il cielo della storica Via Maziini.

Visivamente sembra una struttura architettonica d'avanguardia, ma in realtà è forse un qualcosa di pura inutilità, con un'irrisoria produzione energetica e un effetto oscurante che danneggia sicuramente gli ambienti che insistono sulla strada.

Arch. Lorenzo Margiotta


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